Prima lezione. Introduzione al primo anno

A.S. 2017-2018
Classi: 1B; 1C

IRC occasione di un incontro

Cosa ricordo io dell’ora di religione che ho frequentato? Se sono sincero quasi nulla o pochissimo. Da qui potrebbe nascere il sospetto che l’ora di religione sia per lo più inutile. Però, se sono altrettanto onesto, riconosco che anche per italiano o per matematica ricordo pochissimo di quello che mi è stato insegnato. Non nulla, certamente, ma chi di voi ricorda ancora come si fanno le divisioni a tre cifre? Saremmo dunque costretti ad affermare che la scuola sia sostanzialmente inutile? Non è così. Cosa ricordo dell’ora di religione? Cosa ricordo degli anni del mio liceo? Ricordo con esattezza chi era il prof. di religione, ricordo con precisione chi era il mio prof. di Italiano… Questo lo ricorderete tutti: le persone che avrete incontrato, con tutto quello che hanno significato per voi, questo non lo dimenticherete.
Voi ora vi chiedete: chi è questo prof? è uno tipo in gamba? È uno che entra in classe solo per lo stipendio? È uno sfigato oppure no? E questa domanda è interessante perché voi volete, ben oltre il contenuto di italiano, vedere qualcuno che abbia trovato un buon motivo per vivere, vedere un uomo felice.
Quando sono andato all’università ero molto spaventato di riuscire in matematica perché avevo fatto il liceo classico ed ero privo di basi. Cosa mi ha salvato? Ricordo ancora: Paganoni, un prof di analisi che entrava in classe senza libri e senza borsa, come andasse al parco per una passeggiata, con solo un gessetto nel taschino e per due ore spiegava a tutti noi i teoremi dell’analisi come stesse raccontando la cosa più facile al mondo, come fosse una barzelletta per bambini. E noi, dall’altra parte del banco, coglievamo la grandezza di questa persona e dicevamo “come fa?”… Non ricordo molto di Analisi ma ricordi benissimo il prof. Paganoni.

Questo significa un incontro. Ricordo un prete che mi disse: “il cristianesimo in una società è debole se non è fondato su eventi di conversione personale, ovvero su incontri significativi”.
Gli incontri non si dimenticano e sono solo degli incontri (più che un contenuto) che ci aiuta a crescere. Ricordo che Gesù non ha scritto libri, non era un professore importante, ma ha soltanto fatto degli incontri. E chi passava del tempo con lui, chi lo incrociava diceva: questo non è come gli altri! Questo non parla dicendo le solite cose, dicendo le cose che si “devono dire”. Questo parla in modo più vero. Ed è duemila anni che il suo modo di parlare ancora non ci ha stancato.

Un ultimo esempio su cosa sia un incontro. Sotto casa mia si radunano alla sera dei ragazzi e ogni tanto mi capita di incontrarne alcuni. L’altra sera ho incontrato un mio ex studente, in pessime condizioni (mezzo drogato o fatto) che mi saluta… ho una stretta al cuore a vedere un ragazzo così… Parliamo un po’ poi torno a casa e dico tra me: vorrei pregare per questo ragazzo (sono un prete…), ma cosa chiedo? Cosa dovrebbe concretamente accadere a un ragazzo così perché possa avere ancora una possibilità… Ho pregato perché trovasse una ragazza bella (ma molto bella) e anche brava. Già, perché c’è un punto dove gli amici non sono un gran ché, i genitori non li ascolti, la scuola non ne parliamo, e cosa ti rimane? Non ti rimane che una ragazza, qualcosa di bello e travolgente (voi dite “una figa”) che possa prenderti e farti cambiare.

Cosa significa “una occasione”? Anche qui non dobbiamo esser superficiali. Una occasione non è solo una possibilità che tu puoi anche rifiutare, ma qualcosa di molto più importante. Lo dico con un esempio: viene da me un signore sui sessant’anni che ha una azienda. Un signore ricco e benestante con una bella famiglia. Questo signore, tutto serio, mi dice: “sa don, io ho un grande peccato”. E io subito penso: “chissà, avrà avuto una segretaria molto carina, o una stagista in minigonna…” E invece dice: “potevo stare con mio figlio e invece non ci sono stato!”. Capite? Potevo trascorre del tempo con mio figlio, quando era piccolo, potevo giocare con lui, invece ero sempre via per lavoro… ora il figlio è cresciuto… Ecco cosa è un peccato: “era per me, era a un palmo dalla mia mano e io ho fatto altro…”. Questo è il vero senso di cosa sia un peccato. Peccato non è trasgredire a una norma, questa è una visione ancora da “bambini” di cosa sia il peccato. Peccato non è “dire le parolacce”. Peccato è “il bene che era a un passo da te e tu apposta non l’hai fatto… pur potendo e sapendo”. E’ questione molto più seria. Vi pare che Dio si diverta a mettere dei paletti e tu devi stare attento a evitarli? Questa è una pedagogia che va bene per i bambini, ma per gli adulti per c’è altro. Ecco perché dico che questa è una “occasione” e che non dovete mancarla.

Imparare a riflettere

Vorrei dire con un esempio cosa intendo con questa espressione. Qualche sera fa incontro un mio amico che ha vent’anni e che da due anni è insieme a una ragazza. Quale era il problema? Che ora quel mio amico dice una frase molto comune: “non provo più quello che provavo all’inizio”. Siamo stati due ore a parlare per riflettere, non solo per capire cosa fare, ma per capire prima, messa da parte la prima cosa che ti viene in mente, cosa si è vissuto davvero. Cosa ha vissuto quel ragazzo? Quello che vivono molti o quasi tutti. Che esiste una prima fase che si chiama innamoramento: in questa fase si vivono emozioni molto forti perché finalmente non si è più soli, si è uniti a un altro… ma in questa fase si idealizza anche molto l’altra persona, si vedono solo alcuni aspetti. Con il passare del tempo è normale (e non è necessariamente un segno negativo) che molta della emotività iniziale venga meno e che compaiano anche lati meno positivi dell’altro. Cosa occorre fare? Occorre riflettere, ovvero uscire dall’immediato delle emozioni e saper leggere una storia, capirne le fasi diverse, i momenti e le difficoltà… Ma se si segue solo l’immediatezza si cambia ragazza alla ricerca di quella giusta che non esisterà mai.
Ho fatto questo esempio perché non pensiate che il “riflettere” riguardi persone molto studiose. Riflettere riguarda la vita e tutte le questioni serie che dovrete affrontare: lo sport da fare o da non fare, gli amici da avere, come passare il sabato sera, se andare o no a Messa alla domenica, se pregare o meno un Dio, se seguire o meno un genitore…

Faccio una seconda precisazione. Uso una espressione forte in modo che tutti mi capiscano, io dico: “le opinioni son come i c***, ognuno ha i suoi”. Cosa intendo? Che le “opinioni” non sono mai interessanti. Non dico che non siano importanti, anzi, sono fondamentali, ma non sono interessanti. Cosa è interessante? Se lei dopo due mesi ti molla, tu dopo avere pensato di lei che è una … dici “ma perché? Cosa ho fatto?”. Le opinioni non sono interessanti ma il “perché delle opinioni sì”. Il perché si discute, si confronta.
Se entrasse il prof di matematica è dicesse che 2+2 fa 4 nessuno contesterebbe con una sua opinione diversa (e male!). Se entra il prof. di religione sembra la fiera delle opinioni. Ma sia che 2+2 faccia 4 sia l’opinione che possiamo avere sugli omosessuali non sono cose interessanti. E’ interessante il perché e infatti la matematica comincia quando bisogna spiegare il perché 2+2 faccia 4. Così quest’ora comincia quando bisogna spiegare perché si creda una determinata cosa o un’altra. L’altro giorno ho comprato un libro dal titolo “la chiesa avara”, sinceramente dell’opinione dell’autore non mi interessava nulla (è evidente che ho un’altra idea) ma perché l’ho comperato e questi finito di leggere? Perché mi interessa il perché che questo autore dice sulla sua opinione.

Quando si smette di “riflettere”, S. Pietro direbbe “di rendere ragione della speranza che è in voi”, allora nascono i tempi delle ideologie. Cosa è una ideologia? Una idea che tutti prendono per buona senza domandarsi nulla. Nel 1938 un omino basso con i baffetti neri diceva cose assurde e sono interessanti le testimonianze delle ragazze del tempo. Esse dicevano che quando questo omino le guardava si scioglievano… Le cose più atroci sono state fatti perché si sono seguite ideologie e si è smesso di riflettere. I cristiani hanno invece sempre avuto nella ragione umana una fiducia grande (il diritto laico dello stato è nato proprio dai cristiani contro un “diritto rivelato” proprio per questa fiducia dei teologi crisitani).
Ma anche oggi vedo molte ideologie. Ne parleremo, l’ideologia che si è felici solo si ci si realizza facendo successo, prendendo bei voti… l’ideologia che dobbiamo per forza “comperare” anche cose di cui non avremmo minimamente bisogno. L’altro giorno a Berlino molte persone hanno passato la notte in strada per avere per primi il nuovo Iphone 7….

Domanda: ma anche in Piazza S. Pietro molte persone hanno dormito in piazza per assistere alla beatificazione di Madre Teresa. Che differenza c’è? Alla fine ognuno è libero di fare ciò che vuole?

Risposta: Giusto! Bella domanda. In effetti io ho semplificato. Si potrebbe giustamente passare la notte in tenda per avere per primo il nuovo Iphone 7 come si passa la notte in tenda in Piazza S. Pietro? Sì, penso di sì. Per esempio, un giornalista che dovesse fare un articolo su questo prodotto e che se no viene licenziato, penso debba giustamente fare la notte così.  Viceversa, si può passare la notte per assistere alla beatificazione di Madre Teresa solo per fanatismo o perché (ne conosco una che ha fatto così) si è solo innamorati di uno che va lì e allora si va anche noi. Cioè: è ideologico dire “in assoluto non si fa la coda per l’Iphone e si fa per Madre Teresa”. Bisogna sempre guardare il “perché” si fanno le cose (ciò il “perché” delle proprie opinioni). Che poi ognuno possa fare ciò che vuole, questo non lo condivido del tutto. Non penso che la libertà sia questo, almeno dal momento che viviamo in una società e altri hanno fatto molto per noi.  E tu capirai che non è la stessa cosa comperare un oggetto a 800 euro fatto da cinesi sfruttati in una azienda con turni da 12 ora al giorno per 7 giorni settimanali (per usarlo per scrivere cagate su facebook mentre si è sul cesso) e andare ricordarsi di una donna che ha aperto i primi lebbrosari al mondo. Non è la stessa cosa! Non possiamo dire sia tutto uguale. Per esempio, ci si può suicidare o drogare… si può, ma non posso dire che “è giusto” e che “si può fare liberamente” se non altro perché una società ti ha pagato la scuola, ti ha dato dei vestiti e forse qualcosa anche si aspetta da te… La visione che esprimi tu si chiama “relativismo” ed è un modo di pensare molto diffuso e su questo dovremo riparlarne.

 

Perché esiste IRC?

E’ una istituzione del concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano. Già prima dell’Unità di Italia, il Regno di Sardegna aveva introdotto nelle scuole l’insegnamento della religione, tuttavia non impartito in un’ora specifica ma nel piano complessivo dei programmi didattici. Dopo l’unità d’Italia, la tensione tra Stato e Chiesa era così grande che nel 1970 viene tolto l’insegnamento di religione, impartito solo su richiesta dei genitori, e chiuse le università teologiche. A rafforzare una posizione anti-cattolica nel 1988 si inseriva l’insegnamento delle “prime nozioni dei doveri dell’uomo e del cittadino” a tutto il corso d’istruzione elementare e i programmi del 1905 segnavano la definitiva espulsione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali.

Con il fascismo e la “questione romana” Giovanni Gentile reintroduce l’insegnamento nel 1923 nelle scuole elementari. Con i concordato del 1929 (Patti lateranensi) viene istituita l’ora attuale. Con la revisione del concordato del 1984 viene meno la obbligatorietà dell’insegnamento (dal quale comunque ci si poteva astenere per motivazioni).

La formula che motiva tale scelta recita così: «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado».

Attualmente è in atto un vivace dibattito nell’opinione pubblica sui contenuti e sulle modalità di tale ora. [1. Movimento 5 stelle propone di abolire IRC]

IRC negli altri paesi

Solo in tre paesi non si insegna religione a scuola: la Francia (con l’eccezione della regione dell’Alsazia-Lorena), l’Ungheria (dove religione è materia totalmente extrascolastica) e la Slovenia.

In Belgio l’insegnamento della religione è materia opzionale, a scelta con un altro insegnamento, più laico di Etica o di Morale. In 12 paesi (Germania, Inghilterra, Austria, Spagna…) l’insegnamento è multireligioso e multiconfessionale, obbligatorio con possibilità di dispensa e materia alternativa oppure facoltativo in Spagna (come in Italia), ma parte del piano di studi anche delle superiori. [1. Articolo, come si insegna in europa religione]

Negli USA, pur essendo un paese fortemente cristiano, le lezioni fanno parte dei tanti corsi che gli studenti possono scegliere a loro piacimento e non fanno parte del curriculum obbligatorio. [3. Articolo]

Programma

  1. Testimonianza
  2. Senso religioso
  3. Il tempo: le stelle e i calendari…
  4. I luoghi: la natura, la montagna, la chiesa, la casa…