Domenica dell’Incarnazione

Letture

LETTURA Is 62, 10 – 63, 3b Lettura del profeta Isaia In quei giorni. Isaia disse: «Passate, passate per le porte, sgombrate la via al popolo, spianate, spianate la strada, liberatela dalle pietre, innalzate un vessillo per i popoli». Ecco ciò che il Signore fa sentire all’estremità della terra: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede”. Li chiameranno “Popolo santo”, “Redenti del Signore”. E tu sarai chiamata Ricercata, “Città non abbandonata”». «Chi è costui che viene da Edom, da Bosra con le vesti tinte di rosso, splendido nella sua veste, che avanza nella pienezza della sua forza?». «Sono io, che parlo con giustizia, e sono grande nel salvare». «Perché rossa è la tua veste e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel torchio?». «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me». SALMO Sal 71 (72) Rallègrati, popolo santo; viene il tuo Salvatore. Le montagne portino pace al popolo e le colline giustizia. Ai poveri del popolo renda giustizia, salvi i figli del misero e abbatta l’oppressore. R Scenda come pioggia sull’erba, come acqua che irrora la terra. Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace. In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato. R Benedetto il Signore, Dio d’Israele: egli solo compie meraviglie. E benedetto il suo nome glorioso per sempre: della sua gloria sia piena tutta la terra. R EPISTOLA Fil 4, 4-9 Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi! VANGELO Lc 1, 26-38a ✠ Lettura del vangelo secondo Luca In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

In queste domeniche di Avvento abbiamo sempre letto il Vangelo a partire da una qualche domanda. Nelle ultime due domeniche la domanda era contenuta nel testo stesso. La settimana scorsa la domanda rivolta al Battista era: “Chi sei? Cosa dici di te stesso? Qual è la tua identità?”

Anche oggi, quando ormai in prossimità del Natale la liturgia che ci fa meditare sul mistero dell’Incarnazione, il testo contiene delle domande interessanti dalle quali partire. È un testo nel quale di solito si sottolinea la forza del “sì” di Maria a un progetto più grande di Lei. Tuttavia, questo è solo la parte finale del racconto. Prima di quell’ “avvenga per me secondo la tua parola” c’è molto altro. Ci sono credo due cose per noi interessanti oggi: una domanda sul senso (“si domandava che senso avesse”) e una domanda sul come (“come è possibile?”). Il “come” e il “perché” sono le due domande che precedono quel sì-

È interessante che queste due domande siano due domande separate. Puoi sapere come accadono tante cose, puoi conoscere tanti misteri nascosti del mondo, ma può non capirne il “perché”. Nella storia del pensiero umano, Aristotele è stato il primo ad accorgersi di questa differenza. Posso sapere come fanno le piante a crescere e a seccare e morire, posso conoscere i meccanismi cellulari, ma posso ignorare del tutto il perché, posso non capire perché il mondo abbia tante piante, che in continuazione crescono e poi muoiono. Non è la stessa. Mentre noi ci sentiamo tanto forti oggi a sapere il come delle cose grazie alla scienza, e ci dimentichiamo i perché e le parole dell’Angelo potrebbero suonarci quasi come una sfida: “tu credi di conoscere il come”, ma resterai stupito, vedrai cose che fuggono al tuo come.

Una differenza che si vede bene nei ragazzi. Sono tutto sul “come” e sul “cosa” dovrebbero fare, ma molto spesso manche il perché. Anche negli anziani si vede: sanno come si fanno le cose, per esempio come si tiene una casa, ma poi alla fine per qualcuno di loro manca il perché, manca il senso, manca qualcuno per cui fare le cose. Ma anche in un matrimonio non dobbiamo perdere il perché delle cose: il senso della fatica dello stare assieme. È bene non venga dato per scontato anche se è ormai trent’anni che si è assieme.

È interessante che la risposta dell’Angelo abbia a che fare con il futuro. Il perché coinvolge il futuro. Ciò che dà senso è sempre uno spicchio di futuro che vedi diversamente. Ci sono ragazzi a cui manca un perché, manca un senso per la loro fatica di diventare grandi, perché manca un futuro, non vogliono pensare al futuro.

La seconda cosa interessante è che la domanda sul “perché” e sul senso è qualcosa di molto attuale in questo Natale. I ragazzi hanno la netta percezione che il Natale sia solo una pura convenzione degli adulti per trovare i parenti e cenare assieme. È una festa che mana di un vero senso. Non c’è un vero senso condiviso degli auguri che si fanno: è una convenzione. Così percepiscono i nostri ragazzi e forse è così per molti perché quando le cose si ripetono, quando orami di natali ne abbiamo passati molti, non ci chiediamo più sul senso e sul significato. Anche in questo brando di Vangelo, Maria si chiede “che senso ha” riguardo un evento eccezionale, riguardo qualcosa che non le era mai accaduto prima. Tuttavia, anche per noi quest’anno qualcosa di insolito capita (a dire il vero ogni anno è diverso). Quest’anno non sarà il solito Natale, non ci saranno le solite cose e le solite cene. Che sia forse un’occasione per tornare a chiederci che senso ha tutto questo? Per non viverlo come sempre convenzione?

Ogni vocazione che non sia un cieco salto nel vuoto, che diventi un “sì” responsabile, passa sempre dal travaglio di trovare un perché e di cercare di capire il come. Ma tra le due cose la più importante resta sempre la prima.